Non Tacerò – Luigi Ciotti

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“Il mio percorso sacerdotale si è totalmente plasmato sulla vita degli altri, sui loro bisogni e le loro speranze. Sono
diventato quello che i rapporti umani hanno fatto di me come persona, come prete e come cittadino. Non la si pensi però come una privazione, una rinuncia. Nel servizio, nella spogliazione di sé, si può scoprire la più alta forma di libertà”. Don Luigi Ciotti, il fondatore del Gruppo Abele e di Libera, risponde così alla domanda dei giornalisti Scavo e Zappalà su come è arrivato alla scelta del sacerdozio. Nato a Pieve di Cadore il 10 settembre 1945, trapiantato a Torino, dove il padre muratore si era trasferito negli anni Cinquanta per lavoro, a vent’anni, insieme ad un gruppo di amici decide di “dare voce a chi non ha voce”: minori in carcere, drogati, prostitute. Dopo qualche anno arriverà la scelta del sacerdozio e la sua parrocchia, grazie all’intuizione del vescovo di Torino, Michele Pellegrino, diventerà la strada e sulla strada continua ad operare. “La strada e il Vangelo – dice don Ciotti – sono indissolubili, sono un’unica realtà. Per questo non mi piace l’espressione ‘prete di strada’ (come pure ‘prete antimafia’ o ‘prete antidroga’. Nell’essere prete è insita la dimensione della strada (citata 109 volte nel Vangelo!), ma anche quella del cammino spirituale, dell’incontro con le persone, della ricerca”. Il libro è una lunga intervista completata da appendici e schede di approfondimento. La consapevolezza che si ha a fine lettura è di trovarsi di fronte ad un uomo vero, fragile e forte allo stesso tempo, ad un prete, innamorato di Dio e dell’uomo, che del Vangelo e della Costituzione ha fatto i suoi punti di riferimento, con il sogno di legare insieme la Terra e il Cielo, Dio e l’Uomo.