L’uomo che dichiarò guerra alla miseria

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Joseph Wresinski Paoline Editore – Euro 22,00

“Che cos’è amare? È dimenticare la propria esistenza, la propria pena. È prendersi gioco delle proprie angosce. È non pensare più alle proprie delusioni, ai tradimenti… Amare è conoscersi abbastanza perché l’altro non soffra delle nostre debolezze, dei nostri temperamenti, delle nostre sensibilità, delle nostre emotività… Amare vale la pena se l’amore esce da sé e diventa un’altra opera, l’opera dell’altro, la stessa ma già l’altra, già indipendente, già libera”. Queste parole sono di padre Joseph Wresinski (1917-1988), francese di origine polacca, di cui è in corso la causa di beatificazione; un uomo che ha dedicato la sua vita ai poveri.
In questi giorni, dove l’egoismo esplode in maniera così evidente, è necessario riandare con il proprio cuore e la propria mente alla figura di uomini e donne capaci di andare contro-corrente, sfidando l’impopolarità, pur di affermare i propri ideali di giustizia e di fraternità.
Nato in una famiglia poverissima, una volta diventato prete ha dovuto fare i conti con il biasimo e le critiche dei confratelli e della gerarchia per le sue scelte coraggiose. Nella sua vita c’è stata un’unica ossessione: trovare i poveri. Così nel 1956 si stabilisce al campo Noisy-le-Grand, alle porte di Parigi, allestito due anni prima dall’abbè Pierre per i senzatetto, e si adopera con ogni mezzo per restituire loro una vita che si possa definire umana. Con la sua forza e la sua tenacia, difenderà l’onore dei più poveri anche all’Onu. Sarà lui nel 1987 a istituire la Giornata mondiale del rifiuto della miseria (17 ottobre) ufficialmente riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 1992.