Spezzare il pane

Schermata 2015-12-01 a 16.36.40

Enzo Bianchi Einaudi Editore – Euro 17,00

Per padre Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, nato in una famiglia piemontese poverissima, che ha attraversato la guerra,il cibo, e in particolare il pane, ha una valenza “sacrale”. Non è solo ciò che si mangia e che serve per nutrire e per mantenere in vita uomini e animali; il cibo è qualcosa di più, è dono, è gesto sociale per eccellenza, il gesto della comunità nel suo ritrovarsi, nel fare memoria e far festa. E la tavola è il luogo del dialogo, dello scambio, della comunione. Mangiare allora è molto più che nutrirsi, così come bere è molto di più che dissetarsi, e l’arte del vivere, la sapienza del vivere, può essere simboleggiata dall’arte del mangiare e del bere. Gesù stesso amava la tavola come luogo di incontro con gli uomini e le donne, amava la tavola come occasione di lode, di benedizione e ringraziamento. E soprattutto amava la tavola come promessa di vita e di pace per tutti.
Chi ha avuto modo di frequentare la fraternità di Bose ha potuto toccare con mano la cura riservata alla tavola, alla preparazioni dei cibi, l’attenzione per gli ospiti perché se è falso dire che l’uomo non è ciò che mangia, è vero che nel mangiare esprime la sua umanità.
Quella di padre Bianchi è da un lato una riflessione amara su questa società “imbarbarita”, che da un lato spreca cibo (ogni italiano ne butta nel bidone 31 kg all’anno) e dall’altro permette che milioni di persone muoiano di fame, ma è anche un richiamo forte a scoprire nel cibo e nella tavola il lavoro valore “sapienziale”, a ripristinare il dialogo fra natura e cultura, perché come scriveva Jean Anthelme Brillat-Savarin, citato in apertura del libro “Gli animali si pascono, l’uomo mangia; solo l’uomo intelligente sa mangiare”.